Uso criminoso del servizio pubblico

Ieri sera a Porta a Porta è stata fatta mala informazione.
Tralasciando ogni commento sia sui servizi che sui toni usati dagli esponenti della maggioranza, c’è stato un momento in cui è stata usata una falsa notizia e nessuno dei presenti è intervenuto.
Vediamo il dettaglio:
Ad un certo punto della trasmissione si è parlato della magistratura militante e del potere che essa ha ed esercita sulla politica.
Sono state dette le solite cose, la magistratura è cattiva, la magistratura è contro questo governo, la magistratura è contro Berlusconi, ecc. ecc.
Tutto nella normale e classica strategia per deleggittimare la magistratura e farla passare come quella cattiva che non fa altro che prendersela con loro.
In mezzo a tutto questo, per dare forza ai loro ragionamenti, è stato portato ad esempio il caso di Mastella che, secondo il sig. Castelli, per colpa della magistratura si è dimesso e ha fatto cadere il governo. Tale inchiesta, sempre secondo il sig. Castelli, sarebbe poi scomparsa nel nulla una volta caduto il governo.
Questa serie di informazioni sono totalmente FALSE, e nessuno dei giornalisti presenti ha corretto le affermazioni del sig. Castelli.

L’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere, che vede coinvolti Mastella e consorte, è passata alla procura di Napoli che, nel maggio 2009, ha ritenuto fondate molte delle accuse rinviando a giudizio Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo.

Ecco alcuni giornali che parlano della vicenda:
http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_15/mastella_giudizio_6f30b5e2-416a-11de-8b5d-00144f02aabc.shtml
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE54E0M820090515
http://www.campaniapress.com/?p=2187

Quindi, alla luce di questo, le informazioni date da Castelli nella trasmissione del servizio pubblico Porta a Porta, sono totalemte FALSE e nessuno si è degnato di interromperlo o correggerlo.

Ancora che insistono che c’è libertà di informazione e che sono gli altri a fare un uso criminoso del servizio pubblico.

Spero che qualcuno faccia notare la cosa al giornalista, se così si può chiamare, Bruno Vespa.

Rif.: VNTRP1FA44B91

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Rif.: VNTRP1FA44B91